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		<title>COS&#8217;È LA CFD o COMPUTATIONAL FLUID DYNAMICS?</title>
		<link>https://www.easyrun.it/2020/05/16/cose-la-cfd-computational-fluid-dynamics/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 16:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[BANCHI PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[BANCO PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[CFD]]></category>
		<category><![CDATA[EASYRUN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.easyrun.it/2020/05/16/cose-la-cfd-computational-fluid-dynamics/">COS&#8217;È LA CFD o COMPUTATIONAL FLUID DYNAMICS?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.easyrun.it">easyrun</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<blockquote>
<p><!-- /wp:paragraph -->CFD significa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fluidodinamica_computazionale">Computational Fluid Dynamics</a> cioè fluidodinamica computazionale; in parole povere parliamo dell&#8217;uso del computer per lo studio di problemi di fluidodinamica.</p>
</blockquote>

		</div>
	</div>

	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->La motocicletta, così come l&#8217;automobile e gli altri mezzi di trasporto terrestre si muovono all&#8217;interno di un fluido: l&#8217;aria.</p>
<p>Se andiamo a ben vedere l&#8217;aria ha influenza in molte funzioni fondamentali nei suddetti mezzi di trasporto: oppone resistenza al moto, raffredda (alcune parti in maniera diretta, altre in maniera indiretta), alimenta (nell&#8217;aria è contenuto il comburente per il motore cioè l&#8217;ossigeno), nelle automobili può aumentare la tenuta di strada e così via.</p>
<p>Nella fisica che si studia a scuola c&#8217;è una branca, la meccanica, che studia le interazioni macroscopiche tra i corpi, le leggi del loro moto e il modo di scambiarsi energia. La branca della meccanica che studia i fluidi e vi applica le leggi fisiche generali della meccanica stessa si chiama fluidodinamica (che come dice il nome stesso è la dinamica dei fluidi). Come fluido intendiamo quel corpo fisico che è dotato di massa e volume propri ma non di forma propria e nell&#8217;accezione comune comprende i liquidi, i vapori ed i gas.</p>
<p>Da quanto detto si capisce come lo studio della fluidodinamica nel settore moto rivesta una importanza fondamentale. Possiamo classificare, per nostra comodità, i diversi ambiti di ricerca, sperimentazione ed applicazione della fluidodinamica sui motocicli.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 50px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2><!-- wp:paragraph --><strong>La fluidodinamica nella moto </strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Le classificazioni che faremo sono solo di comodo poiché ad ognuna di loro sono collegate ipotesi semplificatrici del problema da risolvere.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Potremmo parlare quindi di:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  fluidodinamica esterna del corpo moto più pilota (in ambito accademico si parla di aerodinamica esterna)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  fluidodinamica interna alla moto riguardante i condotti di alimentazione fino all&#8217;airbox, il raffreddamento dei radiatori del refrigerante o delle alette del motore (aerodinamica interna)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  fluidodinamica dei condotti di alimentazione e scarico del motore (gasdinamica)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  fluidodinamica della combustione (che ha anche dei risvolti “chimici”)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->e potremmo aggiungere anche la fluidodinamica della zona “vitale” del pilota (tra cupolino e passeggero posteriore, molto importante nelle moto da turismo) e quella del casco (prese d&#8217;aria particolari, riscaldamento ecc.).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Quanto detto vale ancora di più per l&#8217;automobile e gli studi presenti in letteratura sono in maggioranza in ambito automobilistico. A parte che per motivi economici (che qui non approfondiremo) lo studio dell&#8217;influenza delle azioni dell&#8217;aria nelle auto è stato più spinto che nelle moto per le seguenti ragioni:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  il pilota nell&#8217;auto non influenza che in maniera minima ed in casi limitati (vedi studio dell&#8217;influenza della forma del casco in Formula1) poiché la “sagoma” dello stesso non sporge dal corpo vettura; al contrario guardando una motocicletta più relativo pilota da davanti si vede come la fisicità di quest&#8217;ultimo sia importante.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  Sull&#8217;automobile possiamo attuare strategie per aumentare l&#8217;aderenza in curva (vedi alettoni, effetto suolo ecc) poiché i movimenti della carrozzeria rispetto all&#8217;asfalto sono trascurabili; al contrario la motocicletta percorre una curva solo se piega con uno sconvolgimento dell&#8217;assetto veramente notevole, in più ogni pilota ha un suo stile di guida che lo porta ad assumere in curva una postura originale. Questi motivi impediscono di utilizzare sostentatori aerodinamici per incrementare la velocità di percorrenza della curva.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  Sull&#8217;automobile abbiamo molto più “spazio” per arrangiare il layout dell&#8217;aerodinamica interna (vedi canalizzazione dei radiatori, del raffreddamento dei freni, dell&#8217;alimentazione del motore ecc.); sulla moto bisogna mettere tutto su una lunghezza totale inferiore ai 2 metri e, spesso, i vincoli dovuti alle specifiche di compattezza sono più importanti dell&#8217;efficienza aerodinamica.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Tutto questo per giustificare il perché gli studi della fluidodinamica nel settore moto abbiano preso piede più tardi che sulle auto (con qualche eccezione: negli anni &#8217;50 la Moto Guzzi aveva già una galleria del vento…).</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 50px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		</div>
	</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><strong>Fig.1: Carenatura integrale per la Gilera Rondine da record degli anni &#8217;30, la grande pinna (deriva) serve per aumentare la precaria stabilità alle alte velocità (oltre 270Km/h) </strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		</div>
	</div>
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			<p><!-- /wp:paragraph --><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><strong>Fig.2: Anche durante la percorrenza di curve strette l&#8217;assetto aerodinamico delle autovetture (Formula1 in questo caso) non viene perturbato che in minima parte; su vetture Sport (a ruote coperte) gli scompensi sono ancora meno accentuati.</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		</div>
	</div>
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			<p><!-- /wp:paragraph --><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><strong>Fig.3: Superbike in piega: il pilota “esce” notevolmente dal profilo ottimale ed aumenta la sezione maestra del mezzo </strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 50px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2><!-- wp:paragraph --><strong>Cos&#8217;è la CFD o COMPUTATIONAL FLUID DYNAMICS</strong></h2>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Prenderemo il discorso un po&#8217; alla lontana poiché i concetti sono generali e meritano di essere approfonditi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Innanzitutto CFD significa Computational Fluid Dynamics cioè fluidodinamica computazionale ovvero al calcolatore; in parole povere parliamo dell&#8217;uso del computer per lo studio di problemi di fluidodinamica.</p>
<p>Problemi di fluidodinamica in moto possono essere, per esempio:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  la riduzione della resistenza opposta dall&#8217;aria al movimento del veicolo attraverso la scelta della forma più appropriata di una carenatura</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  aumentare il riempimento del cilindro in fase di aspirazione per poter avere un aumento delle prestazioni del motore studiando la forma più opportuna del condotto</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  sapere come e quanto si raffredda un disco freno</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  far si che il pilota di una sport-tourer possa viaggiare a 180Km/h con il busto eretto senza che il vento gli dia fastidio</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  ecc. ecc.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Come detto nella parte introduttiva la fluidodinamica è l&#8217;applicazione delle leggi della meccanica ai fluidi. Tali leggi sono espresse in forma matematica (per esempio F=ma, la legge di Newton per la meccanica classica). Senza scendere nello specifico possiamo dire che ci sono una serie di equazioni che sintetizzano il comportamento dei fluidi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Queste equazioni sono applicabili in una regione di spazio occupata dal fluido (che in termini CFD è il “dominio di calcolo”).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Le incognite presenti nelle equazioni sono:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  la velocità del fluido in ogni punto del dominio</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  la sua pressione e la sua densità</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  la sua energia</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Le equazioni suddette sono generali e possono essere applicate a dei casi specifici facendo opportune ipotesi. La risoluzione di queste equazioni ci permetterebbe di sapere com&#8217;è l&#8217;andamento dei flussi in un certo problema, per esempio come si muove l&#8217;aria attorno ad un motoveicolo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Il fatto è che queste equazioni sono non risolvibili se non in casi estremamente semplici.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->La difficoltà nella loro risoluzione deriva da due aspetti fondamentali:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  la natura stessa della formulazione delle equazioni</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  la geometria del problema che vogliamo risolvere</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Un caso in cui tali equazioni sono risolvibili è, per esempio, quello che in termini accademici viene detto problema della “lastra piana”. In questo problema siamo interessati a conoscere i profili di velocità e di pressione su una lastra su cui scorre del fluido (oppure su una lastra che si muove attraverso un fluido). Dato che la geometria è estremamente semplice si possono applicare una serie di ipotesi semplificative che ci permettono di ottenere delle equazioni risolvibili “a mano”. Capirete come passare da una lastra piana ad un corpo tridimensionale come una motocicletta la difficoltà aumenti enormemente. Le equazioni suddette però possono essere enormemente semplificate se si riferiscono ad una porzione di volume molto piccolo rispetto alla geometria da studiare. Consideriamo il problema del condotto di aspirazione, dalla trombetta che si trova nell&#8217;airbox alla valvola a farfalla, per esempio. Ebbene, in questo caso, se supponiamo di dividere il volume di studio (quello occupato dall&#8217;aria, fig.4) in tantissimi volumetti molto piccoli (fig.5) allora le equazioni possono essere semplificate a tal punto da essere risolte.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->La divisione del volume originale (dominio di calcolo) in tanti volumetti si chiama discretizzazione del dominio di calcolo. Tanto maggiore sarà il numero di elementi in cui è ripartito il dominio di calcolo tanto più “preciso” sarà il risultato del calcolo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->La semplificazione delle equazioni cui accennavamo poco fa si chiama discretizzazione delle equazioni.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 50px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		</div>
	</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p><strong>Fig. 4: studio di un condotto con trombetta di aspirazione e airbox: partendo da un disegno CAD si è estrapolato il dominio di calcolo; si sono apportate molte semplificazioni: esse verranno spiegate nella seconda parte di questo articolo.</strong></p>

		</div>
	</div>
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		</div>
	</div>
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			<p><strong>Fig. 5: il dominio di calcolo è stato ripartito in tanti volumetti elementari</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		</div>
	</div>
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			<p><strong>Fig. 6: qui possiamo apprezzare meglio i vari volumetti che compongono il dominio di calcolo; la griglia presenta un elevato numero di elementi ma andrebbe ulteriormente affinata, soprattutto vicino alle pareti</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 50px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><!-- wp:paragraph -->Il problema è che verranno risolte tante equazioni almeno quanti sono i volumetti iniziali (nella maggior parte dei casi il numero di equazioni è un multiplo del numero di volumetti) per cui, di nuovo, ci troviamo di fronte ad una mole di calcoli enorme che non può essere risolta a mano.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Però questo modo di porre il problema si adatta bene alla risoluzione con il calcolatore. Basterà allora scrivere un programma che ci permetta di implementare la risoluzione delle equazioni in oggetto.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Chiunque si ponga l&#8217;obiettivo suddetto deve affrontare tre categorie di problemi:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  gestione della geometria da studiare (riconducibile alla programmazione di un sistema CAD)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  implementazione di diversi modelli matematici “accessori” al codice che servono per risolvere problemi aggiuntivi ma non secondari (vedi apposito riquadro) come la turbolenza, la combustione, la diffusione di specie chimiche ecc.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  l&#8217;ottimizzazione del calcolo (questo è un problema squisitamente matematico computazionale, lo scopo è quello di alleggerire il calcolo per poter studiare casi con un elevato numero di volumetti cioè con una elevata discretizzazione)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Oramai i programmi di simulazione numerica (o CFD appunto) sono diffusi sia a livello di distribuzione commerciale che gratuita su intenet. I software commerciali sono, di solito, più semplici da usare; quelli scaricabili invece possono avere diverse limitazioni nel “modo” di risolvere le equazioni ma sono anche disponibili come codice sorgente per cui sono modificabili dall&#8217;operatore (se questo è sufficientemente esperto e paziente).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Diamo ora alcune parole chiave a chi voglia approfondire gli argomenti su esposti:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  modelli di turbolenza (vedi anche box)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  strato limite</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  LES (Large Eddy Simulation)</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->•  DNS (Direct Numeric Simulation)</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 50px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-3029 size-medium" src="https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image012-300x215.jpg" alt="CFD Computational Fluid Dynamics" width="300" height="215" srcset="https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image012-300x215.jpg 300w, https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image012.jpg 479w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

		</div>
	</div>

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			<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fig. 8: in questa immagine è visibile il modello 3D che avrebbero disegnato in Gilera nel &#8217;36 per studiare la carenatura della Rondine da record; questa è la versione senza la pinna stabilizzatrice </strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3033" src="https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image0141618-300x106.png" alt="CFD Computational Fluid Dynamics" width="709" height="250" srcset="https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image0141618-300x106.png 300w, https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image0141618-768x271.png 768w, https://www.easyrun.it/wp-content/uploads/2020/05/CFD_clip_image0141618.png 942w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>

		</div>
	</div>

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			<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image --></p>
<p><!-- wp:paragraph --><strong>Fig. 9: come illustrato precedentemente al disegno CAD, fatte alcune semplificazioni, segue la realizzazione della griglia di calcolo; tutta questa fase si chiama pre-processamento</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.easyrun.it/2020/05/16/cose-la-cfd-computational-fluid-dynamics/">COS&#8217;È LA CFD o COMPUTATIONAL FLUID DYNAMICS?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.easyrun.it">easyrun</a>.</p>
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		<title>CHE CARATTERISTICHE HANNO I BANCHI PROVA EASYRUN?</title>
		<link>https://www.easyrun.it/2020/05/16/caratteristiche-banchi-prova-easyrun/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 16:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[BANCHI PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[BANCO PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[EASYRUN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.easyrun.it/?p=2647</guid>

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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Poter misurare le prestazioni è importante per la diagnosi e per la messa a punto del veicolo. Provare l&#8217;auto o la moto con uno “strumento di misura” anziché affidarsi alle sole sensazioni dopo una prova su strada (rischiosa e non sempre possibile) è fondamentale per “capire” e risolvere i problemi e per ragionare su <strong>numeri sicuri</strong>. I banchi prova potenza, o meglio, i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banco_prova"><strong>sistemi prova potenza</strong></a> Easyrun sono altamente professionali, affidabili e facili da utilizzare poichè la meccanica è robusta ed il software è strutturato su più livelli funzionali. Ecco di seguito tutte le caratteristiche dei nostri banchi prova.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- /wp:paragraph --> </p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="standard-arrow list-divider bullet-top"><p><strong>Con i nostri banchi prova potenza è possibile misurare:</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --> </p>
<p><!-- wp:list --></p>
<ul>
<li>Potenza alla ruota, potenza all&#8217;albero motore, potenza assorbita, unità di misura Cv o kW</li>
<li>Coppia alla ruota, coppia all&#8217;albero, coppia assorbita, unità di misura Nm e Kgm.</li>
<li>Misura rpm motore, rpm ruote, rapporto di trasmissione totale.</li>
<li>Velocità in Km/h e m/s.</li>
<li>Tempi e spazi percorsi durante il test.</li>
<li>Calcolo potenza corretta e normalizzata.</li>
<li>Rapporto di carburazione mediante sonda lambda lineare.</li>
<li>Pressioni e temperature in aspirazione e scarico del motore.</li>
<li>Pressione barometrica, temperatura e umidità ambientali.</li>
</ul>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="standard-arrow list-divider bullet-top"><p><!-- /wp:list --></p>
<p><!-- wp:paragraph --><strong>Inoltre sono disponibili diverse modalità di prova:</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --> </p>
<p><!-- wp:list --></p>
<ul>
<li>test in accelerazione (test rapido per misurare la potenza disponibile alla ruota e valutare problemi di carburazione, buchi di potenza ecc.)</li>
<li>test in accelerazione e decelerazione (per valutare anche la potenza assorbita dalla catena cinematica di cambio, trasmissione e pneumatici)</li>
<li>test in cambiata (per valutare la potenza &#8220;disponibile&#8221; alle varie marce, per via delle diverse potenze assorbite dagli ingranaggi)</li>
<li>test con cambio automatico e variatore (per misurare la potenze con mezzi dotati di cambio automatico o con variatore, come auto e scooter)</li>
</ul>
</div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->La produzione easyrun si articola su numerosi modelli di banchi prova auto e moto, personalizabili mediante accessori specifici. Un esempio di flessibilità è il banco moto che può essere utilizzato, sia in versione frenata che inerziale, anche per testare i motori motociclistici smontati dal telaio tramite un supporto motore esterno (vedi <a href="https://www.easyrun.it/banchi-prova-moto/"><strong>Banchi prova moto</strong></a> ) oppure per effettuare test con ruota motrice smontata (utile per moto da cross).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph -->Avendo un forte reparto di progettazione ed un orientamento naturale all&#8217;innovazione easyrun è disponibile per la realizzazione di progetti speciali nel caso i clienti abbiano necessità &#8220;fuori standard&#8221;.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- /wp:paragraph --> </p>

		</div>
	</div>
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		<item>
		<title>POTENZA E COPPIA: COME SI MISURANO?</title>
		<link>https://www.easyrun.it/2020/05/16/potenza-e-coppia-come-si-misurano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Lolli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 16:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[BANCHI PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[BANCO PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[COPPIA]]></category>
		<category><![CDATA[EASYRUN]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Per poter “<strong>misurare</strong>” la <strong>potenza</strong> espressa da un motore, di qualsiasi tipo, bisogna misurare le due grandezze fondamentali che la compongono:<strong> la coppia e il regime di rotazione.</strong></p>
<p>Il <strong>regime di rotazione</strong> può essere misurato in diversi modi, facendo riferimento a sensori analogici (per esempio contagiri meccanico o elettrico) o digitali (contatore di impulsi). Nel momento in cui si usano tecnologie digitali per l’elaborazione dei dati è preferibile utilizzare le medesime tecnologie per il sensore degli rpm poiché così si evitano dannosi effetti di conversione analogico/digitali e la misura è più accurata e gestibile.</p>
<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coppia_motrice"><strong>coppia</strong></a> è misurata applicando un “carico” al motore: tale carico può essere statico (freno) o dinamico (volano).<br />Quando si effettuano prove di durata o cicli complessi di prova è preferibile avere un carico statico. Durante la messa a punto di sistemi di aspirazione e scarico, di centraline di accensione e iniezione e più in generale della carburazione è preferibile usare un carico dinamico; anche per motivi di possibili stress su organi accessori (vedi turbina nei motori diesel turbocompressi) è auspicabile l’uso del carico dinamico.<br />È possibile utilizzare anche un sistema “misto” (dinamico + freno) che raccoglie i pregi dell’uno e dell’altro sistema.</p>
<p><strong>Easyrun Technology</strong> ha sviluppato un software che sfrutta sia il sistema puramente dinamico che quello misto ed è anche applicabile a strutture di banchi frenati a rulli ormai obsoleti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai trovato questo articolo interessante, scopri anche <a href="https://www.easyrun.it/2020/05/16/potenza-e-coppia-cosa-sono/">POTENZA E COPPIA: COSA SONO?</a></p>
<p>&nbsp;</p>

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	</div>
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		<item>
		<title>POTENZA E COPPIA. COSA SONO?</title>
		<link>https://www.easyrun.it/2020/05/16/potenza-e-coppia-cosa-sono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 16:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[BANCHI PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[BANCO PROVA]]></category>
		<category><![CDATA[COPPIA]]></category>
		<category><![CDATA[EASYRUN]]></category>
		<category><![CDATA[POTENZA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.easyrun.it/?p=2642</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.easyrun.it/2020/05/16/potenza-e-coppia-cosa-sono/">POTENZA E COPPIA. COSA SONO?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.easyrun.it">easyrun</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>Un qualsiasi motore, sia esso elettrico, a scoppio o idraulico dà potenza meccanica tramite un albero.</strong><br />Più precisamente l’albero dà “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coppia_motrice">coppia</a>” cioè dà una “forza rotante” che permette di mettere in rotazione e di dare energia ad altri organi (cambio di velocità, ruote, ventilatori, pompe ecc.).</p>
<p>La <strong>coppia</strong> è quella che viene trasmessa, per esempio, dai pedali della bicicletta alla ruota posteriore tramite la catena e che ci permette di arrancare su per una salita. In questo caso, esattamente come nel sistema biella-manovella di un motore a scoppio, c’è una forza che preme su una leva (il pedale) e che genera un “momento torcente” (cioè la coppia) che poi viene trasmessa alla ruota motrice. Dalla ruota motrice ridiventa pura forza, di spinta, che ci fa così muovere in avanti.</p>
<p>Applicando questo concetto ad un veicolo a motore si capisce come, per esempio, se una moto ha molta coppia (ed è correttamente rapportato) dà una forte spinta in avanti nel momento in cui si apre il gas, anche ai bassi regimi. Ma per valutare correttamente come il nostro veicolo ci porta in giro in città o in viaggio bisogna anche tener conto del tempo che impiega per farlo cioè quanto velocemente lo fa ossia del lavoro che svolge nell’unità di tempo.</p>
<p>Per definizione, nella fisica, il lavoro svolto nell’unità di tempo si chiama “<strong>potenza</strong>”.<br />Tornando all’albero motore, se moltiplichiamo la coppia che ci viene data ad un certo regime di rotazione per il numero di giri al secondo otteniamo la potenza a quel regime.</p>
<p><strong>In termini pratici la potenza è importante poiché imprime la velocità al veicolo: un veicolo con elevata velocità massima è, generalmente, un veicolo con potenza elevata.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai trovato questo articolo interessante, scopri anche <a href="https://www.easyrun.it/2020/05/16/potenza-e-coppia-come-si-misurano/">POTENZA E COPPIA: COME SI MISURANO?</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

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