Teoria

Potenza e coppia: cosa sono?

Un qualsiasi motore, sia esso elettrico, a scoppio o idraulico dà potenza meccanica tramite un albero.
Più precisamente l’albero dà “coppia” cioè da una “forza rotante” che permette di mettere in rotazione e di dare energia ad altri organi (cambio di velocità, ruote, ventilatori, pompe ecc.).
La coppia è quella che viene trasmessa, per esempio, dai pedali della bicicletta alla ruota posteriore tramite la catena e che ci permette di arrancare su per una salita; in questo caso, esattamente come nel
sistema biella-manovella di un motore a scoppio, c’è una forza che preme su una leva (il pedale) e che genera un “momento torcente” (cioè la coppia) che poi viene trasmessa alla ruota motrice e dalla ruota motrice ridiventa pura forza, di spinta, che ci fa muovere in avanti. Applicando questo concetto ad un veicolo a motore si capisce come, per esempio, se una moto ha molta coppia (ed è correttamente rapportato) dà una forte spinta in avanti nel momento in cui si apre il gas, anche ai bassi regimi.
Ma per valutare correttamente come il nostro veicolo ci porta in giro in città o in viaggio bisogna anche tener conto del tempo che impiega per farlo cioè quanto velocemente lo fa ossia del lavoro che svolge nell’unità di tempo.
Per definizione, nella fisica, il lavoro svolto nell’unità di tempo si chiama “potenza”.
Tornando all’albero motore, se moltiplichiamo la coppia che ci viene data ad un certo regime di rotazione per il numero di giri al secondo otteniamo la potenza a quel regime.
In termini pratici la potenza è importante poiché imprime la velocità al veicolo: un veicolo con elevata velocità massima è, generalmente, un veicolo con potenza elevata.

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